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MEDICINA DI CAINO

 

SACRIFICI UMANI

I sacrifici umani in onore del dio cananeo Moloch continuano nell’era moderna. La nostra medicina ha tutti quegli elementi essenziali che costituiscono un culto religioso. Eccoli:

"1. Un sistema di fede - la scienza medica moderna - che può essere altrettanto quanto le prove di altre chiese sull’esistenza di Dio. 2. Un clero - i medici. 3. Dei templi - gli ospedali. 4. Chierici e vestali - infermiere, operatori sociali e personale paramedico. 5. Paramenti che rispecchiano la posizione gerarchica - il colore e la lunghezza dei camici dei medici indica il loro rango. 6. Una classe nobiliare che mantiene la chiesa - industrie chimiche, compagnie di assicurazione e industrie di prodotti alimentari dietetici per l’infanzia. 7. Un confessionale - l’anamnesi deve essere fornita al medico in tutta sincerità. 8. Un’assoluzione - il colpetto rassicurante sulla spalla. Lei sta bene, ritorni l’anno prossimo. 9. Vendite delle indulgenze - gli onorari oltraggiosi, in grado di abbattere questa chiesa moderna così come accadde con la chiesa del Medio Evo. 10. Similitudine di linguaggio - mi fido del mio idraulico, ma ho fede nel mio medico; la relazione medico paziente sacra"1

Il falso dio della medicina moderna esige sacrifici umani come il feroce dio Moloch. Neisuoi templi, dove al posto del pugnale sacrificale si usano bisturi e farmaci, agonizzano fino alla morte le vittime sacrificali. Lo sapevate che almeno 350 sostanze impiegate in farmacia sono cancerogene o sospette (Alsrich-Europe, 1981)? A questo punto viene spontanea un’altra domanda: quanti cancri vengono provocati dai farmaci?
 

MEDICINE DA MORIRE

"L'Espresso" del 20 settembre 1981 riportava la notizia che i giudici di Torino stavano indagando su più di 70 sostanze fortemente sospettate di causare cancri, che entrano nella composizione di migliaia di medicine e additivi alimentari. Gli stessi farmaci anticancro sono accusati di provocare il cancro.

Ecco alcuni gravissimi disturbi prodotti dalla chemioterapia, normalmente usata nella terapia dei tumori: aplasia, anemia aplastica, ulcere su pelle e mucose, perdita dei capelli, disturbi neurologici, lesioni cerebrali, stati confusionali, delirio, complicanze bronco-polmonari, leucopenie e il cancro. Il professor Gianfranco Valsè Pantellini, in un’intervista pubblicata, assieme a una parte di questo lavoro, sul mio saggio "Individuo, malattia e medicina" (Andromeda, Bologna, 3° Edizione, ottobre 1995) della chemioterapia, tra l’altro, mi ha detto: "ha una azione devastante sull'intero organismo. ...si regge su un assioma, anzi su un paradosso...: -ciò che fa venire il cancro, lo guarisce-, guardi a che assurdità si è arrivati...".  

TUTTO DA RICOMINCIARE

La strada percorsa fino ad ora dai ricercatori sarebbe tutta sbagliata; le promesse puntualmente disattese; come quella di Cornelius P. Rhoads, che nel 1953 affermava: "Sono convinto che nella prossima decade avremo un chemioterapico attivo contro il cancro, come i sulfamidici e la penicillina contro le infezioni batteriche..."2. Altro fallimento quello di Richard Nixon, che nel 1971 lanciò il famoso programma "Conquest of Cancer", che doveva, nel termine di cinque anni, vincere il cancro. Il programma fu finanziato con l'ingente somma di 1500 miliardi di lire l'anno.

Nel luglio del 1975 l'OMS affermava, in un suo rapporto, che in 50 anni di studi e ricerche sulle cause del cancro alla mammella non si era giunti a nulla3. Vernon Coleman ribadiva, alcuni anni dopo, che "...in nessun Paese del mondo si osserva traccia di declino nella mortalità causata dal cancro alla mammella, anche quando le cifre sono aggiustate..."4. Oggi le cose non sono cambiate di molto. E non si venga a parlare dell'utilità della prevenzione che, ormai è dimostrato, serve a ben poco. Il direttore dell'Istituto britannico per la ricerca sul cancro Michael Baum, a tal proposito, ha rassegnato le dimissioni con una clamorosa motivazione e cioè che: "Gli esami radiologici al seno sarebbero inutili per prevenire eventuali tumori" il medico "sostiene che dal 1990, quando il programma di mammografia è stato introdotto a livello di massa, la mortalità per tumore al seno non è diminuita..."5

Lo scienziato Kary B. Mullis, premio Nobel per la chimica (1993) per aver scoperto la Polimerase Chain Reaction (PCR), metodo per amplificare il DNA applicato pure nello studio dell’HIV, in un’intervista a Celia Farber, pubblicata su "Spin" (luglio 1994), si scagliò con vigore contro coloro che diffondono solo bugie e le propagandano come dati scientifici e, tra l’altro, affermò: "Guardo alla gente che studia gli oncogeni e penso: sì, so quello che stanno facendo, la solita robaccia. Gli oncogeni non hanno nulla a che vedere col cancro. Probabilmente anche le radiazioni non hanno nulla a che fare col fermare il cancro. I farmaci che usiamo - tutti questi maledetti chemioterapici - non sono meno tossici dell’AZT. E li diamo a tutti. Ognuno di noi ha una zia che è stata irradiata o che ha fatto della chemioterapia che la sta uccidendo.

"Abbiamo a che fare con un mucchio di ciarlatani. L’intera professione medica - a parte pochi casi, come le fratture - è realmente fottuta. Sono semplicemente un gruppo di persone che sono diventate socialmente importanti e molto ricche pensando che essi potrebbero essere in grado di curare le malattie che ci affliggono. Mentre in realtà essi non possono farci niente. E’ spaventoso, ma è proprio così"6.  

LA MISERIA DELLA SCIENZA

Storie di fallimenti, ciarlataneria e malasanità varia, di grossi affari sulla pelle dei malati. Aveva ragione Theophrastus Paracelsus (14931541) quando cinque secoli addietro denunciava."Questa è la causa della miseria del nostro tempo, che tutta la vostra scienza è fondata su menzogne. Voi stessi siete pieni di menzogne, e quindi tutta la vostra filosofia consiste di errori e di menzogne. Non siete docenti di verità ma di falso. Non le opinioni di una persona ma le opere che compie fanno il medico...".

Quale credibilità può ancora avere una tale medicina?  

 

FUMO E CANCRO

Avete fatto caso all’incredibile baraonda che si sta facendo contro il fumo? Vi siete mai chiesti se sotto possa esserci dell’altro che la salute dei cittadini? Certo fa pensare quanto scrive, il medico legale australiano William T. Whitby, tra l’altro presidente della British Medical Association, e cioè: "Perché i fumatori più accaniti sono anche quelli che vivono più a lungo? Gli abitanti della Georgia sovietica sono forse i più forti fumatori del mondo, eppure detengono il record di durata della vita. Molti arrivano oltre i 100 anni e una donna, che fumava due pacchetti di sigarette al giorno, arrivò a 140 anni. I Semai della Malesia fumano fin dalla più tenera infanzia: il dottor Calwell riferisce (<<British medical journal>>, 26 febbraio 1977) che su un campione di 12.000 Semai sottoposti a radiografie non venne rilevato neppure un caso di cancro polmonare. Gli eschimesi sono fortissimi fumatori, ma il cancro ai polmoni è una malattia sconosciuta".

Il medico ci informa anche che: "Sono falliti clamorosamente molti esperimenti in cui si cercava di indurre il cancro in animali da laboratorio, dopo averli esposti forzatamente per molti anni al fumo. - Invece, continua Whitby - Il plutonio in quantità quasi infinitesimali, fatto inspirare a cani da caccia, ha causato cancro nel 100% dei casi. (...). Tutti sanno che le dita dei fumatori accaniti spesso sono macchiate a causa del <<catrame>>: se fosse cancerogeno, sarebbe logico aspettarsi una forma di cancro delle dita, ma non ne è mai stato riferito un solo caso.

"E’ stato detto che l’agente cancerogeno contenuto nel tabacco è il benzopirene. Se fosse vero, perché mai gli antifumo ammettono che i fumatori di pipa presentano bassissime percentuali di cancro, dal momento che il fumo del tabacco da pipa contiene una quantità di benzopirene 9 volte maggiore? (...). - ma c’è dell’altro - L’équipe di Doll e Hill rilevò con sorpresa che chi inspirava il fumo presentava un’incidenza di cancro polmonare inferiore rispetto a chi non lo inspirava: com’è possibile, se l’agente causale è il benzopirene? Chi inspira, lo introduce nei polmoni, quindi sarebbe logico che fosse più soggetto al cancro. Poiché accade il contrario, è evidente che il benzopirene non c’entra affatto. Ho già ricordato che di questo risultato non venne fatta parola, perché era scomodo per gli antifumo"7.  

 

FUMARE FA VENIRE IL CANCRO?

Il dottor Whitby, nello stesso libro, scrive che moltissimi prestigiosi scienziati sono del parere che il fumo non è responsabile del cancro. Riassumo:

P. Burch, Università di Leeds affermò: "La correlazione tra il fumo e carcinoma polmonare è stata ottenuta grazie a errori elementari di logica scientifica... Il fumo non ha nessuna responsabilità nel cancro ai polmoni". Epstein, professore all'Università dell'Illinois ammise: "Gli scienziati attualmente concordano sul fatto che la maggior parte dei casi di cancro è causata dalle condizioni ambientali. Per sfuggire alle proprie responsabilità, le grandi industrie hanno dato la colpa al fumo. Ma il fumo non spiega l'aumento dei casi di cancro ai polmoni: l'incidenza di carcinoma polmonare tra i non fumatori è raddoppiata".

Il dr B.K. Dijkstra ha chiaramente dimostrato che le statistiche e relativi numeri elaborati da Doll e Hill, principali fonti di tutte le accuse contro il fumo di sigaretta, presentavano errori tali da inficiarne ogni validità. A.R. Feinstein, professore alla Università di Yale, affermò: "Non esiste esperimento scientificamente accettabile che abbia dimostrato che il fumo di sigaretta provoca cancro polmonare negli animali".

I nostri politici sembrano essere del parere che il tabacco non fa poi così male, infatti, nella "maratona di 22 ore servita per approvare il ddl costituzionale per la commissione bicamerale per le riforme...da giovedì pomeriggio a venerdì mattina (agosto 1996, nda) la tabaccheria di Montecitorio ha venduto un numero impressionante di sigari e sigarette. ...tra <<antico toscano>>, toscanelli e altri tipi di sigari, sono stati venduti quasi seimila pezzi. Una ventina di Kg in tutto. Moltissime anche le sigarette vendute. A occhio e croce più di duemila pacchetti"8.  

 

DI NUOVO C’E’ SOLO CHE CONTINUANO A CONTRADDIRSI

Recentemente il professor Cesare Sirtori, ordinario di Farmacologia clinica all'Università di Milano, al seminario tenutosi a maggio 95, nella stessa città, dal titolo: "Smettere di fumare: il ruolo centrale della comunicazione" ha comunicato che il fumo è un'ottima medicina contro la demenza senile e fa bene ai settantenni. Sirtori ha, infatti, spiegato che "dopo i 70 anni ...il fumo agisce come terapia e prevenzione della demenza"9.

Nel frattempo si è scatenata una sorta di caccia all' "untore". Altre bugie si propagandano al posto della verità. E così Gianni Ravasi, presidente della Lega contro i tumori di Milano, sul "Corriere della Sera" di mercoledì 22 febbraio 1995, esordiva: "L'importante è che la gente prenda coscienza, con un'efficace opera di informazione sanitaria, che il fumo fa male non solo a chi accende la sigaretta, ma anche a chi gli sta intorno.

"Da anni noi della Lega contro i tumori ci battiamo per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla nocività della sigaretta. Trentamila morti l'anno per tumore al polmone sono una cifra considerevole. E' necessaria una reale mobilitazione". Eppure, appena tre giorni prima la "Gazzetta del Sud" di lunedì 19 dicembre, titolava: "Fumo passivo, secondo scienziati minimi i danni". Nell'articolo in questione si dice che dopo lunghe ricerche scienziati inglesi, del Centro di ricerca Hazleton Europe, che si trova nell'Inghilterra orientale ad Harrogate, sono giunti alla conclusione che: "Il fumo passivo non è poi la fine del mondo: fa in apparenza guasti minimi, paragonabili a quelli subiti da chi inala una sigaretta alla settimana".

L'articolo riportava l'autorevole parere del prof. Simon Woolf, tossicologo all'University College di Londra che sui risultati dei colleghi dichiarava: "Il fumo passivo è un'improbabile causa di cancro ai polmoni" e, riferendosi agli scienziati dell'Hazleton Europe, aggiungeva: "per la prima volta si sono misurati in modo diretto i livelli di esposizione al fumo passivo".  

 

MA ALLORA COME STANNO REALMENTE LE COSE?

E se dietro a tutto l’allarmismo esagerato sulla pericolosità del fumo si volessero coprire gli insuccessi della ricerca medica sui tumori, nonostante l'ingente stanziamento di fondi, e deviare l'attenzione della gente dai veri pericoli, in particolare quello radioattivo? La presenza di un capro espiatorio cela le effettive responsabilità. In sostanza il cancro insorge per il crollo del sistema immunitario, che può essere provocato da fattori diversi, tra questi hanno grande importanza: l'alimentazione (piombo nei cibi, mercurio, ecc.), il latte e l'insalata dopo i fatti di Chernobyl (stronzio 90), il plutonio, l'ozono, il fluoro, i raggi ultravioletti, i raggi x, l'inquinamento elettromagnetico (i sistemi di comunicazione radiotelevisivi sono una delle fonti principali di radiazioni), i vaccini in genere, dosi massicce di antibiotici, la chemioterapia, l'AZT che interferisce sulla duplicazione del DNA, farmaci vari, insetticidi e erbicidi, l'ansietà e lo stress. Ma tutto ciò viene taciuto.

La radioattività è causa di cancro. Per fare un esempio il Plutonio che ha un’elevata tossicità è, probabilmente, il più micidiale agente cancerogeno: "prima del 1940... non esisteva, ma da allora - a causa degli esperimenti nucleari e delle fughe di sostanze radioattive dalle relative centrali - circa 10 mila libbre di questo elemento sono state disperse nell’atmosfera. Attualmente ciascuno di noi ha nel proprio corpo tracce di plutonio - e fa paura pensare che - ...una quantità minima, come 28 gr. Di plutonio, sarebbe sufficiente per provocare il cancro ai polmoni all’intera umanità. Che dire quando si sa che vi sono centrali nucleari capaci di fabbricare giornalmente 1 Kg di plutonio.10"11.  

 

CHE PORCHERIE MANGIAMO?

Non parliamo poi di ciò che mangiamo. "Il ‘The Sunday Times Magazine’ denunciava fin da 1985 la presenza di additivi cancerogeni negli alimenti, precisando che soltanto in quelli che entrano a far parte della prima colazione se ne possono contare almeno 53.12 (...). Fra le molte patologie provocate dagli additivi, vi è anche il cancro. Aggiunti ai cibi sotto forma di coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, stabilizzanti, addensanti e gelificanti... rappresentano un serio pericolo per la nostra salute. (...). Aggiungiamo che la formaldeide, contenuta nel grana padano a titolo di conservante (la sua sigla è ‘240’, senza la ‘E’), è stata dichiarata incontestabilmente cancerogena dalla ‘Commissione Scientifica della Comunità Europea’ nel 1985.13

"Le proprietà della formaldeide di indurre tumori erano note da anni... Nel 1986 l’ ‘Istituto Nazionale americano del Cancro’ ribadiva i poteri cancerogeni della formaldeide,14 la quale - malgrado tutto - è ancora attualmente impiegata non soltanto nell’industria alimentare, ma anche nell’industria tessile (appretto), nei cosmetici (shampoo, dentifrici, smalti per unghie, deodoranti, prodotti di bellezza, ecc.), negli ospedali: come disinfettante, in sala operatoria e nei reparti di maternità. Del resto il conservante E 239 (derivato dal benzene, è presente nel formaggio provolone, ndA)... produce formaldeide nell’organismo umano.15"16.  

 

TUTTO DIVENTA PIU’ CHIARO

William T. Whitby, affermò che: "...la campagna contro il fumo venne promossa con la precisa intenzione di distrarre l'opinione pubblica dal problema della radioattività". La rivista "Riza psicosomatica" riporta i casi nei quali il fumo può fare, addirittura, bene. La sigaretta, infatti, sembra proteggere da diverse malattie. Nel 1960 si scoprì che i non fumatori erano più soggetti dei fumatori al morbo di Parkinson. Nel 1980 una protezione simile fu individuata nei confronti della demenza precoce (morbo di Alzeheimer), l'artrite reumatoide, la colite ulcerosa e, addirittura, nei confronti di certi tumori.

La faccenda, oggi, in particolar modo in America, "è tornata alla ribalta sollevando un interessante contraddittorio: studiare o non studiare se il fumo agirebbe in modo protettivo. Le evidenze epidemiologiche suggeriscono l'esistenza di - qualcosa - nel fumo, ma le teorie andrebbero verificate in modo più approfondito. (Meditime - nov. '93)"18.  

 

MA ANCHE IL TABACCO E’ ORMAI UN VELENO

Milly Schar-Manzoli scrive: "L’umanità ha sempre fumato... e quando non c’erano né sigarette né sigari la gente masticava tabacco o lo inalava attraverso le narici. Eppure il tasso di mortalità per cancro (compreso quello polmonare) è aumentato in modo vertiginoso soltanto nel nostro secolo. Coincidenza singolare: nel nostro secolo l’industria chimica ha cominciato a occuparsi del tabacco in grande stile, influenzandone le piantagioni e il successivo trattamento. Innanzi tutto con fertilizzanti a base di fosfati (i fosfati sono cancerogeni) e di pesticidi chimici (cancerogeni)... poi con manipolazioni in sede di preparazione del tabacco commerciale. (...). In paesi... (URSS, Cina, Taiwan, ecc.), dove il tabacco non subisce trattamenti chimici né in sede di coltivazione né di preparazione, è impossibile trovare una correlazione fra fumo e cancro polmonare. (Passey R.: "Tabacco: c’è una cura per il cancro?", in "Notizie mediche mondiali", 16 marzo 1973)"19.  

 

RAGGI X KILLER

Recentemente i raggi X sono ritornati sul banco degli imputati. Un biologo denuncia che sono responsabili dell'aumento dei casi di cancro, in particolare quello al seno. "Per tutti gli anni Sessanta milioni di donne furono sottoposte a frequenti radiografie. L'uso eccessivo di raggi X, per la diagnosi o la terapia delle più svariate malattie, sarebbe la causa di un aumento nell'incidenza del tumore al seno: sia per quanto riguarda i casi verificatisi negli ultimi 30 anni, sia per quelli previsti nei prossimi anni. A denunciare le conseguenze dell'abuso di raggi X è John Gofman, biologo molecolare all'università della California... Oggi pubblica un libro, Nuclear milestones, che riassume le sue conclusioni: un atto d'accusa contro le radiografie"20.  

 

L’ECOGRAFIA E LA RISONANZA MAGNETICA SONO ESENTI DA RISCHI?

Ne è da credere che l’ecografia e la tomografia a risonanza magnetica siano esenti da potenziali pericoli. Il "Corriere della Sera" del 19 maggio 1996, in occasione del XXXVII Convegno nazionale della Società italiana di radiologia medica, che si teneva in quei giorni a Milano, riportando l’avvenimento e le tematiche trattate, titolava un articolo: "Rischi nell’impiego troppo disinvolto di sistemi d’indagine medica come l’ecografia e la risonanza magnetica. L’insidia delle macchine che vedono nel corpo". Il giornalista Adelfio Elio Cardinale scriveva, tra l’altro, che "numerosi studi e ricerche effettuati negli ultimi anni hanno dimostrato come l’esposizione agli ultrasuoni possa determinare nei tessuti biologici modificazioni chimiche, alterazioni delle funzioni immunitarie, danni mitocondriali e lesioni epatiche in embrioni animali".

L’articolista riferiva pure che anche se "allo stato attuale non sono stati dimostrati sicuri effetti <<in vivo>> di danno biologico. Va, tuttavia, precisato che esistono ricerche sperimentali italiane che dimostrano come i campi magnetici e le radiofrequenze, utilizzati in risonanza magnetica, siano in grado di produrre alterazioni funzionali, quali un aumento della liberazione spontanea di interleuchine, sostanze di primaria importanza nella regolazione della risposta immunitaria". E’ conveniente, a questo punto, essere molto cauti nell’impiego di queste bio-immagini ed evitare di conseguenza, l’utilizzo non motivato o senza freni di queste diagnostiche.  

 

L’ELETTRICITA’ UCCIDE?

Altro allarme, da non sottovalutare, viene dal crescente inquinamento elettromagnetico. L'elettricità è, da più ricercatori, accusata di causare il cancro. Su "Science" Keith Floring quantifica il danno prodotto dalle linee elettriche in USA: "se gli studi epidemiologici verranno confermati, da 100 a 1.000 morti per anno potrebbero essere addebitati all'elettricità. L'EPA (Environmental Protection Agency), l'agenzia federale che si occupa di agenti tossici, considera 'possibile' l'effetto cancerogeno degli elettrodotti"21. L'esposizione prolungata nelle vicinanze di linee ad alta tensione pare responsabile dell'insorgenza di leucemie, linfoma e cancro al cervello. Uno studio in tal senso di Nancy Wertheimer e Ed Leeper venne pubblicato sull' "American Journal of Epidemiology" nel 1979.

Ricercatori russi hanno fatto lunghi studi su "lavoratori addetti alle cabine di trasformazione e alla riparazione delle linee elettriche ad alta tensione. I soggetti a elevate esposizioni elettriche e magnetiche lamentavano una serie di sintomi generici, tra cui affaticamento, mal di testa, nausea, disturbi alla memoria, respirazione difficoltosa e una forte diminuzione del desiderio sessuale... L'inquinamento elettromagnetico poteva generare stress, provocare sterilità, forse anche aumentare il numero dei suicidi"22.

Il settimanale "Avvenimenti" titola un lungo articolo di Luigi Jovino "Vivere (e ammalarsi) con l'elettricità". Il giornalista riferisce, tra l'altro, che: "Neoplasie cutanee, squilibri ormonali, malattie oculari, sono alcuni dei disturbi (lo dice una ricerca dell'Università di Bari) provocati dai campi elettromagnetici... Videoterminali, forni a microonde, motori elettrici, secondo l'Epa (l'agenzia per la protezione dell'ambiente Usa) sono -una possibile causa dell'insorgenza del tumore-. Ma di leggi, contro l'inquinamento da elettromagnetismo, in Italia, non se ne parla ancora".

L'articolista, più avanti, prosegue: "... studi epidemiologici (Adey nel 1980; Broadbent nel 1985, Tornqvist e allievi nel 1986) hanno registrato un incremento di morbilità e mortalità tra lavoratori occupati nel settore elettrico, con probabilità dieci volte superiore di ammalarsi di tumore al cervello rispetto a gruppi di soggetti di controllo non esposti"23.

Kim Besly scrive su "Nexus" che in Gran Bretagna una pubblicazione di un medico, il dott. Perry, ha portato le prove che dimostrano che le persone che vivono esposte a "campi magnetici molto alti siano per il 40% più portate al suicidio. (...). ...un altro studio in Germania che analizzava le relazioni tra i suicidi, gli aborti spontanei e gli incidenti d’auto con differenti situazioni ambientali, trovò un’ampia correlazione con il livello dei campi elettromagnetici. (...). Negli USA e in Svezia, gli studi hanno evidenziato come sia i bambini che gli adulti che vivono nei pressi delle linee elettriche, possano più facilmente ammalarsi di cancro. Altre indagini o studi epidemiologici in Gran Bretagna e in America hanno mostrato come i lavoratori delle compagnie elettriche... abbiano il doppio di possibilità di contrarre la leucemia mieloide acuta"24.  

 

PROVE SCHIACCIANTI

"MILHAM esaminò nel 1982 le cause di decesso di 438.000 persone che erano morte tra il 1990 e il 1979. Il suo risultato: presso gli elettronici la frequenza di morte per leucemia è del 50% ad di sopra del tasso della popolazione comune (secondo Psicologia Oggi 10/92). LIN ed altri (1985) condussero uno studio epidemiologico dal quale risultava evidente come elettrotecnici ed ingegneri elettronici siano colpiti in maniera statisticamente frequente da tumori al cervello. SPEERS ed altri (1988) trovarono per impieghi che hanno a che fare con l’elettricità un fattore di rischio di 3.95 per il tumore al cervello. BASTUJI-GARIN ed altri (1990) osservarono un rischio significativo verso la leucemia acuta nei lavoratori impiegati in settori che hanno a che fare con l’elettricità (OR 4.04; CI 1.26 - 12.88).

"GUENEL ed altri (1990) condussero una ricerca sulla mortalità per cancro su lavoratori francesi che hanno a che fare con l’industria elettrica. Si evidenziarono significativi aumenti dei fattori di rischio del cancro intestinale; al retto, alla bocca e alla faringe. MACK ed altri (1991) parlano di un rischio di cancro dieci volte più alto in lavoratori addetti all’elettricità rispetto a un gruppo di controllo. Questo risultato riguarda un preciso tipo di tumore al cervello. L’alto fattore di rischio compare solo per lavoratori con una durata di occupazione di più di dieci anni. (...).

"TYNES ed altri (1992) condussero un vasto studio su ca. 38.000 lavoratori svedesi di sesso maschile addetti all’industria elettrica. Trovarono un aumento nella comparsa di diverse forme di cancro come leucemia e tumore al cervello rispetto alla media della popolazione lavoratrice maschile. (...). A risultati analoghi previene anche THERIAULT (1992), che in particolare trovò aumentata una speciale forma di leucemia (acuta mieloide). (...). - è stato, anche, accertato in uno studio di - MUEHLENDAHL e OTTO (1993) sulla base di un lavoro di FLORIG (1992)... che probabilmente da 33 a 330 casi di cancro all’anno in Germania siano imputabili a campi elettromagnetici artificiali sul posto di lavoro e negli ambienti pubblici"25.  

 

IL CANCRO E' UN AFFARE

Sono molti i fattori, come si è visto, che possono scatenare una serie di gravi malattie compreso il cancro. Eppure, mentre per il fumo si è scatenata una vera e propria caccia all’untore, si fa molto poco o niente per debellare le cause accertate dei tumori. E’ anche vero che gli interessi in gioco sono notevoli. In quanto al cancro, questo non bisogna mai dimenticarlo, è l'affare più proficuo dell'industria farmaceutica. Christian Bachman denunciò gli "enormi interessi nell'establishment medico". E è vero che "la nostra società ‘divora-pillole’ procura alle grosse case farmaceutiche introiti da capogiro. Nonostante siano spesi ogni anno parecchi miliardi per incrementare la ricerca scientifica e debellare i cosiddetti mali incurabili, numerosi studiosi accusano oggi la medicina ufficiale di essere diventata la principale causa di malattie"26.

Milly Schar-Manzoli scrive: "Nel 1975 il cancerologo americano Dr. Hardin B. Jones dell’Università di California si recava al ‘Congresso di Cancerologia’ dell’Università di Barkeley (California) con una documentazione-bomba: fece una relazione sui risultati di una sua inchiesta sul cancro, durata 23 anni e conclusasi quell’anno. I risultati...: gli ammalati di cancro che avevano rifiutato di sottoporsi alla terapia ufficiale erano sopravvissuti in media dodici anni e mezzo, mentre quelli che si erano sottoposti a intervento chirurgico, chemioterapia e irradiazione, erano morti in media in soli tre anni. Inoltre il Dr. Jones aveva rivelato l’esistenza di statistiche truccate nell’establishment del cancro, tendenti a simulare inesistenti successi delle terapie ufficiali.27 Le rivelazioni del Dr. Jones ebbero il potere di far organizzare contro di lui censure e persecuzioni"28. Perché meravigliarsi? Non vedete quello che stanno facendo al prof. Di Bella?

 

 

GIUSEPPE COSCO

 

linus.tre@iol.it
 
 

Note bibliografiche:

1 "La buona salute naturale - Vaccinazioni perché?", Associazione per la protezione della salute, Cesena (FO), maggio 1996.

2 "Denver Post", 3 ottobre 1953.

3 "OMS, Rapport", luglio 1975.

4 V. Coleman, Medicina di carta, Feltrinelli 1980.

5 "Il Giornale", 4 settembre 1995.

6 Raul Vergini (a cura di), AIDS una questione aperta, Andromeda, Bologna 1995.

7 William T. Whitby, Il fumo vi fa bene, Rizzoli, Milano 1983.

8 "La Stampa", 4 agosto 1996.

9 "Corriere della Sera", 26 maggio 1995.

1 0 Meier Renate, Tumeurs, lettera a "Tribune de Genève, dicembre 1987.

1 1 Milly Schar-Manzoli, Prevenzione e cura delle malattie tumorali, MEB, Padova 1989.

1 2 "The Sunday Times Magazine", 20 ottobre 1985: "What are they doing to our food?", nel quadro di un servizio ispirato a una "Compaign for enlightened eating".

1 3 "24 Heures", 6 gennaio 1986.

1 4 "Herald Tribune", 6 marzo 1986.

1 5 M. Hanssen e J. Marsden, E for Additives, Hanssen, 1984. Per l’Italia: "E come additivo", Frassinelli, 1986.

1 6 Milly Schar-Manzoli, Prevenzione e cura delle malattie tumorali, cit.

1 7 William T. Whitby, Il fumo vi fa bene, cit.

1 8 "Riza psicosomatica", n. 155, gennaio 1994.

1 9 Milly Schar-Manzoli, Prevenzione e cura delle malattie tumorali, cit.

2 0 "Panorama", 1 giugno 1995.

2 1 Luca Carra, Onde sospette. Elettricità e salute, Editori Riuniti, Roma 1994.

2 2 Ibid.

2 3 "Avvenimenti", 8 marzo 1995.

2 4 "Nexus", n. 4, marzo-aprile 1996.

2 5 Katalyse e. V., Elettrosmog, Soc. Ed. Andromeda, Bologna, maggio 1995.

2 6 Carlo Romeo, Cancro: malattia o sintomo?, in "Il fattore K. Il problema del cancro e la medicina", INEDITI, n. 29, Andromeda, Bologna 1989.

2 7 Kothari M. L. e Metha L. A.,Ist Krebs eine Krankheit?, Rowohlt 1979.

2 8 Milly Schar-Manzoli, Prevenzione e cura delle malattie tumorali, cit.

 

 

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