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PRESENTAZIONE

 

Quella che segue è la presentazione al saggio di Giuseppe Cosco "STORIA SEGRETA DELL’AIDS" (Edizioni Segno di Udine) scritta dal giudice Antonio Baudi, Presidente I Sezione del Tribunale penale e della Corte di Assise di Catanzaro.

 

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Giuseppe Cosco è autore di scritti vari, perciò studioso dagli interessi molteplici, almeno apparentemente, eterogenei.

In proposito, tra i principali temi delle sue pubblicazioni, la grafologia, la fiaba, il settarismo e il demoniaco.

In materia di grafologia (Manuale pratico di grafologia) l’attento e completo libro pubblicato costituisce uno strumento-guida indispensabile e si segnala perché viene esaltato lo studio dei segni grafici come tramite di conoscenza degli strati profondi della personalità umana, delle ansie e dei moti del cuore, degli imperscrutabili connotati di indole e di carattere.

La fiaba (Fiabe in Calabria) è racconto tipicamente fantastico, riproduce l’atmosfera del sogno meraviglioso, tanto meraviglioso da penetrare nel soprannaturale.

Si legge in presentazione che: "Le fiabe appartengono all’uomo e sono ricche di simboli che rivelano l’essenza dell’anima".

Ancor più specifica l’attenzione allo studio delle sette e della nuova religiosità, fenomeno che va acquisendo toni sempre più allarmistici. Ne costituisce la prova più immediata l’opera ultima (Il ritorno di Satana) sul "culto del demoniaco", il paradigma degli approfondimenti, perché il tema implica l’acme della "spiritualità al rovescio" e della "distruzione" del razionale.

Temi molteplici, temi moderni.

Perché è tipico segno dei tempi la ricerca in terreni che poco convivono con il razionale, che accentuano la lunga crisi dell’idealismo e della fede nella totalizzante forza dell’intelletto.

Dunque, Cosco è un interprete dei segni del nostro tempo, minimo comune denominatore degli interessi culturali.

Ma vi è dell’altro.

Cosco non è studioso superficiale.

Perché non può essere superficiale penetrare nel mondo del pensante, quando la materia è il fascino dell’alternativo, l’indecifrabile dei "signa".

Anzi è uno studioso di tipo "sperimentale", naturalmente propenso alla documentazione ed alla ricerca, strumenti essenziali di approfondimento.

La documentazione è tramite essenziale di divulgazione, di diffusione di conoscenza, fedele trasmigrazione di notizie, di opinioni, di orientamenti critici tematici.

La ricerca, poi, è metodo fondamentale di completezza informativa.

Cosco non è studioso di quelli "comuni", nel senso proprio del termine.

Per comprendere l’assunto è sufficiente cogliere all’in sè degli interessi che lo affascinano, prima ancora delle ragioni e degli scopi che siffatti interessi animano.

Gli interessi si pongono in una particolare, e diversa. dimensione del reale, che va oltre l’apparenza senza sconfinare nella immaginazione pura.

Non è facile interloquire in termini di realtà "comune", allorché il senso della vita è colto nel suo avvolgersi ed immergersi in dimensione da mistero.

Ed anche in medicina alternativa si colgono i medesimi connotati.

Oppure in spiegazioni alternative rispetto alla "interpretazione ufficiale" della medicina.

Come dimostra il presente studio, senz’altro il più inquietante e speculativamente drammatico: la "storia segreta dell’AIDS".

"AIDS, come si inventa un virus".

E’ di ieri un articolo di Paolo Mastrolilli sul quotidiano "Avvenire", che, nel richiamare il pensiero del biologo Duesberg sulla "peste del Duemila", aggiunge,: "Se solo metà di queste affermazioni fosse vera, saremmo i testimoni di uno dei più grandi scandali nella storia della scienza".

L’autorevolezza della fonte e la numerosa produzione scientifica che la documenta, rendono indiscutibile la "bontà" del tema ed ancor più apprezzabile lo studio del Nostro, che, non solo ne ha "centrato" la sconvolgente attualità, quanto l’ha integrata con pari autorevoli fonti, tra cui i premi Nobel Walter Gilbert e Kary B. Mullis.

La pervicacia con la quale Duesberg sostiene il proprio convincimento esonera da ogni commento sulla essenzialità e sulla serietà dello studio.

E’ Duesberg a precisare: "promuovo le mie idee per integrità scientifica, perché quando scopri che una strada non funziona è giusto cercarne altre", aggiungendo che "chi sostiene che l’Aids è provocato dal virus Hiv spinge migliaia di persone a prendere una medicina dannosa come l’Azt e convince i sieropositivi che la loro vita è di fatto finita, terrorizza il mondo intero riguardo ai rapporti sessuali, e specula sull’esistenza di persone malate".

Dunque, un motivo in più per apprezzare lo studio.

"Non comune", si diceva, senz’altro "serio" nei dati e negli intenti.

Con la predilezione di sempre per la documentazione circostanziata, perché tante e puntuali, oltre che precise ed autorevoli, sono le fonti di riferimento.

Con lo stesso impegno per la ricerca tematica, in vista di una spiegazione non superficiale ed "ufficialmente" acquietante.

Con lo stesso stimolo di approfondimento, per una migliore comprensione dei mali umani e delle trame che li fomentano.

Non a caso Cosco è in sintonia con il ricercatore americano, il quale definisce "una grande truffa... il muro di omertà accademica... e i colossali interessi di un business da 7,5 miliardi di dollari all’anno".

Ed è difficile, a questo punto, dopo una lettura a "mente aperta" del lavoro di Cosco, non condividerne le motivazioni e le coerenti conclusioni.

Un pensiero finale al lettore, il quale non potrà non essere avvinto dalla stessa fatale attrazione, stimolo di un sapere più consapevole e critico.

Il "reale misterioso" è il dato comune.

La "dimensione umana" è la positività permeante.

Per il lettore, come al solito, un prodotto culturale di rilievo: perché non si tratta di interessi comuni, perché se ne avverte la forza ammaliatrice, e perché sovviene, prepotente, il desiderio di un pensare d’altro e di diverso.

Catanzaro, 7 giugno 1996.

 

 

Antonio Baudi

Presidente I Sezione del Tribunale penale

e della Corte di Assise di Catanzaro

 

 

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