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CHI HA UCCISO JOHN KENNEDY JUNIOR?

 

Nella notte del 16 luglio 1999 un piccolo aereo, un Piper 32 Saratoga 2HP, monoelica, a sei posti, si disintegra. Non è stato ancora accertato se è avvenuto nell’impatto col mare o se, addirittura, prima, causando la morte delle persone che erano a bordo: John Kennedy junior, 39 anni, figlio di John Fitzgerald Kennedy, 35esimo presidente degli Stati Uniti assassinato a Dallas nel 1963, sua moglie Carolyn Bessette, 33 anni, e la sorella di questa Lauren, 34 anni. Il piccolo veivolo era diretto alla residenza di famiglia a Martha’s Vineyard. L’aereo era stato acquistato usato dal giovane Kennedy che, tra l’altro, aveva il brevetto di pilota da soli quattro mesi. Cosa sia accaduto esattamente in quei pochi minuti di volo è un mistero e, probabilmente, lo resterà per sempre perché, a rendere più complicato l’incidente, vi è anche il fatto che il Saratoga non è provvisto di "scatola nera", per cui è impossibile ricostruire esattamente cosa accadde nei minuti precedenti l’incidente. L’Oceano ha inghiottito tutto e cancellato ogni cosa, anche le vere cause del disastro.

A suffragare la tesi del complotto ci sta il fatto che, assicurano ambienti molto vicini al giovane Kennedy, egli era in procinto di dire sì all’invito fattogli dai democratici, per concorrere alla presidenza degli USA nelle prossime elezioni. In tal caso, avrebbe sicuramente sconfitto gli altri candidati: il vicepresidente attuale Al Gore, George Bush junior ed Elizabeth Dole. John John sapeva benissimo che se avesse deciso di tuffarsi nella politica l’avrebbe pagata cara questa scelta, forse, con la stessa vita. La sua amica giornalista Lauren Lawrence ha affermato: <<…era ossessionato dall’idea che qualcuno potesse assassinarlo, come era avvenuto per suo padre e per suo zio Robert>>.

Gli investigatori hanno dato la colpa della disgrazia alle brutte condizioni metereologiche e all’inesperienza di John John. Molti hanno tirato in ballo la presunta maledizione che da decenni accompagna la sfortunata famiglia Kennedy. Sta di fatto che sono troppi i Kennedy scomparsi prematuramente. La morte più misteriosa riguarda il padre di John John, basti pensare che a 36 anni dal delitto è, ancora, tutto avvolto nel mistero l’assassinio dell’ex presidente americano. Sembra, anche, che non sia stato Lee Oswald ad ucciderlo. Lo ha dichiarato, dopo 25 anni, Ron Lewis, che era amico di Oswald, al regista Oliver Stone che lo volle come suo consulente nel film "JFK", realizzato nel 1991. Oswald, si venne così a sapere, lavorava con Guy Banister, che passava informazioni all’FBI e aveva contatti con la CIA. Ron Lewis ha anche affermato che Oswald gli confidò che gruppi operativi anticastristi della CIA avevano progettato di uccidere Kennedy.

Lewis asserisce, pure, che gli accadimenti si sono svolti del tutto diversamente da come sono riportati nel rapporto Warren e che Oswald fu usato, soltanto, come caprio espiatorio. A sostegno di quest’accusa porta il fatto che sul fucile di Oswald, la principale prova usata contro di lui, non c’erano sue impronte digitali, addirittura, pare che l’arma del delitto fosse stata una pistola. Oswald, dopo essere stato arrestato, fu ucciso da Jack Ruby, che morì in prigione di cancro, prima ancora che iniziasse il processo. Jack Ruby era molto invischiato in sporchi traffici di droga, vicino a certi ambienti politici, era molto amico di Oswald. E’ interessante notare che molte persone, legate a Oswald e Ruby, persero la vita in modi alquanto strani e misteriosi.

John Fitzgerald Kennedy fu assassinato dopo appena tre anni di presidenza e tutto lascia credere che si sia trattato di un complotto orchestrato, con grande perizia, in quelle sfere che detengono il vero potere. Sono circoli oligarchici, ossia gruppi internazionali di potere, ristrettissimi, che possono effettivamente condizionare e determinare strategie e scelte dei grandi partiti di massa e, perfino, orientare l’evoluzione di ideologie o dottrine politiche. Identica sorte toccò a suo fratello Robert, che fu tolto di mezzo, ancora prima di arrivare alla Casa Bianca, il 6 giugno 1968, a Los Angeles, dopo un comizio elettorale. Dell'omicidio fu accusato un giordano, Shiran Bashira Shiran. I motivi restarono del tutto oscuri e qualcuno parlò di un altro complotto, per sbarrare la strada della politica ai Kennedy per sempre. Non c’è da meravigliarsi molto per queste ed altre morti eccellenti, che coinvolgono reali poteri occulti, capaci di tutto pur di non far modificare equilibri di potere ed era nota a tutti la politica spregiudicata del presidente Kennedy che, tra l’altro, in quegli anni, aveva aperto dialoghi con i Paesi dell’Est.

Un altro fatto inquietante è che gli attentatori sono quasi tutti personaggi psicolabili. E’ solo un caso? In certi omicidi inquietanti c’è molto di più di quanto si possa lontanamente immaginare. Ci informa Maurizio Blondet che un’antropologa, Karen Steinherz, ha incontrato seri ostacoli in una sua particolarissima indagine e racconta che: <<la Steinherz è giunta alla conclusione che il caso Manson (il guru malefico che spinse alcuni suoi seguaci ad uccidere persone che non conoscevano neanche, tra cui l’attrice Sharon Tate e altre 8 persone, ndr) non sia un’esplosione "accidentale" della violenza "latente in ogni società avanzata", ma che invece possa configurarsi come un caso di manipolazione e di controllo di una personalità psicopatica da parte di "scienziati sociali" identificabili>> (M. Blondet, Complotti I – Stati Uniti, Gran Bretagna, Il Minotauro, Milano 1995).

Tutto ciò è gravissimo. Riporto, per rendere più chiaro quanto enunciato dalla studiosa, un piccolo brano di un’interessante conversazione del giornalista Blondet con un enigmatico personaggio <<esperto di un genere assai speciale>>. Quanto segue è in relazione a certi fatti inerenti all’attentato subito dal presidente Reagan il 30 marzo del 1981 e di cui fu accusato uno squilibrato, John Warnock Hinckley. Il misterioso interlocutore esordisce: <<Come hanno fatto a convincere Lee Oswald a sparare a Kennedy? E Alì Agca a tirare al Papa? E’ la vecchia storia degli assassini solitari. Un pazzoide arriva dal nulla e bang-bang. (…). …bisogna scegliere uno squilibrato. Uno squilibrato è facile da ossessionare. (…). Ma è una cosa lunga in ogni caso, complicata. La preparazione può durare anni. Per questo in ogni momento i servizi hanno in preparazione psicologica una mezza dozzina di squilibrati da trasformare in assassini solitari al bisogno>> (M. Blondet, Gli <<Adelphi>> della dissoluzione, Ediz. Ares, Milano 1994). Fatti allucinanti e allo stesso tempo terribili. Quando è possibile si può eliminare il personaggio scomodo anche con un l’abile messa in scena di un incidente, la tragica fine di lady Diana ne è un esempio inquietante. La morte dello sfortunato John John potrebbe proprio essere stato l’esito di un complotto, preparato fin nei minimi particolari.

 

 

GIUSEPPE COSCO

 

linus.tre@iol.it

 

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