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LE INFLUENZE DEI MESI

 

Diversi ricercatori hanno constatato un fatto alquanto singolare, cioè, i grandi geni dell’umanità tendono a nascere durante i mesi più freddi dell’anno. Cattell fece una ricerca sui mesi di nascita dei mille più scienziati che hanno popolato la terra; Pinter, ha studiato, ricavando i dati dall’ American Men of Science, il mese in cui nacquero 1347 personaggi famosi; Ziegler ha studiato la nascita di 1078 donne celebri del XIX secolo degli Stati Uniti. I tre studiosi hanno osservato in tutti i casi una costante comune: la curva delle nascite diventa massima nei mesi invernali e minima nei mesi di Giugno e Luglio.

Altri ricerche, questa volta compiute su 5000 nascite di gente comune, nata nello stesso periodo (1750-1855) dei personaggi famosi, mostra risultato decisamente inverso. A tal proposito il Dr. Huntington afferma: <<Le nascita di americani famosi seguono un ritmo stagionale molto differente da quello delle persone normali>>. Lo stesso Huntington, professore alla Yale University, in un suo libro divenuto famoso "Season of Birth, Its Relation to Human Abilities" scrive: <<Un’idea piuttosto diffusa è che gli uomini di genio nascano in Febbraio piuttosto che negli altri mesi dell’anno. In America, il fatto che Washington sia nato un ventidue Febbraio e Lincoln un dodici Febbraio non è certamente estraneo a questa credenza>>.

Lo studioso fornisce altri esempi esplicativi della misteriosa tendenza: <<Tra i 31 presidenti degli Stati Uniti, non meno di 24, cioè circa quattro al mese, sono nati durante i sette mesi più freddi dell’anno, da Ottobre ad Aprile, e solamente cinque, cioè in media uno al mese, durante la stagione calda, da Maggio a Settembre>>. Tutto ciò è confermato, continua Huntington dalla constatazione che: <<tra le 67 celebrità di cui si conosce la data di nascita e il cui nome è iscritto nella Hall of Fame (Salone delle Celebrità), all’Università di New York, 27, ossia il 40%, sono venuti al mondo in Febbraio, Marzo e Aprile>>.

Il professor Huntington un’analoga distribuzione di nascite illustri, per quanto concerne gli Stati Uniti, l’ha individuata nell’Enciclopedia Britannica, edizione del 1930. Kauline (1979) decise di di controllare la veridicità dei dati utilizzando l’edizione del 1974 ed allungo il campione inserendovi chiunque figurasse con la data di nascita; praticamente indicò nel grafico tutte le date di nascita degli individui elencati ad iniziare dal 1400. I dati raccolti evidenziano chiaramente che i personaggi eminenti hanno la propensione a venire al mondo in quel periodo dell’anno compreso tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. Il massimo di nascite di personaggi illustri era 36 al giorno e il minimo di 27. Quest’altro studio convalidava egregiamente i risultati ottenuti da Huntington.

Taluni studiosi si sono chiesti, recentemente, quando è al massimo della forma l’intelligenza ma questa volta la ricerca riguardava persone comuni. E’ stato osservato che l’intelligenza maschile è più attiva in primavera. La scoperta l’hanno fatta ricercatori dell’Università canadese dell’Ontario occidentale. Essi, in breve, hanno individuato un legame inversamente proporzionale fra la produzione di testosterone e le funzioni intellettive.

La professoressa Doreen Kimura, coordinatrice dell’equipe di ricercatori e autrice di un lavoro intitolato: "Sesso e Cognizione", ha così spiegato la scoperta al quotidiano inglese "The Indipendent": <<In Europa e in nord America gli uomini in autunno hanno livelli più alti di testosterone rispetto alla primavera, stagione durante la quale riescono meglio nelle prove di orientamento e nel ragionamento matematico che sono due indicatori dell’intelligenza>>.

Le stranezze dei mesi non si limita, tuttavia, a quanto scritto fin’ora. Si sono evidenziate tendenze, decisamente negative, in relazione all’influenza che un mese in particolare eserciterebbe sulla psiche degli individui. E’ difficile credere a quanto segue ma i riscontri statistici sembrano confermare la strana tendenza. Vediamo di cosa si tratta. Il mese di Maggio, che apre le porte all’Estate, con le sue brezze tiepide e le serate primaverili, sembrerebbe portare una sensazione di gioia e di ottimismo negli individui per la fine dei rigori invernali. Vecchi e bambini escono a passeggiare più a lungo e i pollini profumano l’aria di odorose essenze. Sembrerebbe un mese in relazione al godimento della vita e invece non è affatto così.

Si è scoperto, infatti, dopo svariate ricerche e statistiche, che è, insolitamente, il mese dell’anno in cui più persone decidono di togliersi la vita. Katleen Macmahon, ricercatrice dell’Istituto di Igiene Pubblica di Harward, condusse uno studio su 185.887 casi di suicidio, verificatisi tra il 1972 ed il 1978 negli Stati Uniti. I risultati che la studiosa evidenziò e che furono subito pubblicati sul "Giornale Americano di Epidemiologia", furono a dir poco strabilianti, andarono oltre ogni aspettativa. La dottoressa, tabelle alla mano, osservò che il maggior numero di suicidi si era verificato di Lunedì, nel quinto mese dell’anno, cioè a Maggio.

A dire il vero, già all’inizio del secolo scorso il medico francese Esquirol aveva osservato l’accentuazione dei disturbi mentali e il loro aumento in primavera e in principio dell’estate, il medico aveva anche constatato che, in questo periodo, aumentavano i ricoveri degli ospedali psichiatrici. Il professor Huntington, in una sua ricerca, relativa al ritmo stagionale di accettazione di 472 ammalati, affetti da psicosi maniaca-depressiva, in fase di eccitazione, riguardante gli anni 1924-1928, aveva mostrato che ben 140 malati erano stati ammessi, in preda a crisi maniacale, contro i soli 80 del mese di Dicembre (E. Huntigton, Season of Birth, John Wiley and Son, New York, 1938).

Negli ambienti medici, era già noto un effetto squilibrante ormonale, chiamato "sindrome primaverile" o "crisi ormonale di primavera", che si verifica negli esseri umani in questa stagione. I sintomi descritti sono: agitazione psichica, cefalee, vertigini, accresciuta attività sessuale e aggressività a fior di pelle. Ma da qui a registrare, in questo periodo che precede l’estate, il massimo di propensione annuale al suicidio sembra essere decisamente incredibile se non fosse che questi e altri dati statistico-matematici l’attestano senza ombra di dubbi. Altri studiosi, successivamente, hanno, infatti, evidenziato l’identica tendenza.

Il dottor Michel Guaquelin, psicologo e direttore dell’Istituto di Statistica di Parigi, condusse altre ricerche in tal senso. Lo studioso francese era incuriosito da questo strano fenomeno e decise di vederci più chiaro. Dopo lunghe e laboriose indagini, riguardanti i suicidi registratisi in diversi anni e in vari Paesi, egli affermò: <<In tutti i Paesi dell’emisfero settentrionale è in primavera che ci si suicida di più, ed all’inizio dell’inverno che ci si suicida di meno>>.

Guaquelin osservò che in Francia si erano verificati mediamente, negli anni da lui presi in considerazione, circa 700 suicidi nel mese di Maggio e che lo stesso numero era ricomparso nel mese di Giugno, via via riducendosi, mentre in Dicembre se ne erano registrati meno di 500. Questi dati statistici furono raccolti in Francia dal 1952 al 1968.

In altre nazioni, come in America e in Giappone e in tutti i paesi Europei, si è osservato lo stesso andamento. Inutile aggiungere che le cause di questo fenomeno sono ancora sconosciute, non1 potendosi giustificare l’insolita recrudescenza di suicidi neppure con la "sindrome primaverile", che non possiederebbe, nelle sue manifestazioni, effetti tanto letali. Non si può spiegare tutto ciò neppure imputando il fattore luce o temperatura, come ha suggerito taluno, perché il caldo è più intenso nel mese di Agosto che non in Maggio e, poi, in Agosto il numero dei suicidi è già sostanzialmente molto diminuito.

 

 

Giuseppe Cosco

 

linus.tre@iol.it

 

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