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I SEGNI DELLA "FINE DEI TEMPI" SONO GIA’ PRESENTI?

 

 

Quando i discepoli, sul monte degli Ulivi, chiesero a Gesù: <<Dicci, quando accadranno queste cose, quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?>> (Matteo XXIV, 3). Egli rispose che prima vi sarebbero stati gravi pestilenze (Luca XXI, 11), terribili terremoti (Matteo XXIV, 7; Marco XIII, 8; Luca XXI, 11; Apocalisse VI, 12-24), <<fragore del mare e dei flutti>> dagli effetti devastanti (Luca XXI, 25). Vi saranno grandi carestie (Matteo XXIV, 7: Marco XIII, 8; Luca XXI, 11), segni nei cieli e sconvolgimenti delle stagioni, (Luca XXI, 25), guerre e rivoluzioni (Matteo XXIV, 6; Marco XIII, 7, 8; Luca XXI, 9). <<Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché‚ ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine>> (Matteo XXIV, 14) ma prima verranno <<falsi Cristi e falsi profeti>> (Matteo XXIV, 11, 24; Marco XIII, 22) e <<deve venire l'Anticristo...>> (1 Giovanni II, 18) perché‚ <<Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà essere rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione>> (2 Tessalonicesi II, 3). Infine, prima della fine del mondo, gli ebrei si riuniranno nuovamente e si convertiranno in massa.

Le Royer predisse che prima del manifestarsi dell'Anticristo <<la Terra sarà agitata in differenti luoghi da terremoti spaventosi>>. La veggente vede in una delle sue visioni profetiche <<le montagne che si spostano e poi scoppiano. E da queste montagne escono fumo e zolfo, che riducono in cenere città intere>>. La Monaca di Dresda profetizzò tempi futuri nei quali <<la terra sembrerà mobile come l'onda del mare; e le quercie secolari si metteranno a danzare come tanti fuscelli; e l'acqua dei fiumi abbandonerà i suoi corsi per invadere le città; e la terra aprirà ferite enormi per inghiottire paesi e città, come la bocca dell'uomo inghiotte un pezzo di pane. E tutto sarà devastato in questi tempi dell'ira...>>. I terremoti in questo scorcio di secolo, effettivamente, si stanno susseguendo con inaudita violenza. In effetti, il nostro, è un secolo di sciagure. Padre Porthos Melbach, il solo zingaro che sia stato ordinato sacerdote cattolico, domenica 6 agosto del 1961 sconvolse i fedeli quando, durante l'omelia, affermò: <<La Fine dei Tempi annunciata dalle Scritture è venuta. Vi sono stati sette grandi terremoti nel XVII secolo, otto nel XVIII e sono già molti di più nel XX...>>.

Le cinque principali religioni prevedono tutte la fine di questo mondo. Riassumendo i tempi della fine e della resurrezione dei morti, nella religione ebraica, il salmista dice: <<I Cieli e la Terra periranno... Tu li avvolgerai come un mantello e saranno cambiati>> (Salmo, CI, 27) e <<Dai quattro venti, o spirito, soffia, soffia sopra questi morti affinchè‚ abbiano vita>> (Ezechiele, XXXVII, 9). I rinati poi <<vedranno i cadaveri degli uomini che si sono ribellati contro di Me; poiché‚ il loro verme non morrà, il loro fuoco non si spegnerà>> (Isaia, LXVI, 24). Nel cristianesimo, il premio e il castigo finale è più incisivo. Alla fine <<Si raduneranno dinanzi a Lui tutte le genti e separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri>> (Matteo XXV, 32) e ai salvati Gesù dirà: <<Venite benedetti dal Padre mio, prendete possesso del Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Agli altri dirà: Andate via da Me nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e gli angeli suoi>> (Matteo XXV, 34, 41).

Nella religione musulmana vi è, anche, la certezza di un universo che è destinato a finire trascinandosi dietro, nella sua rovina, i malvagi; mentre gli eletti rivivranno perché‚ <<Dio è la verità assoluta: Egli ridona ai morti la vita, è proprio Onnipotente! ...l' -ora- è già in cammino senza dubbio e il Dio risusciterà coloro che stanno nelle tombe>> (Corano XXII, 6, 7) mentre i malvagi, <<i seminatori di scandalo che intralciano il sentiero di Dio... saranno raggiunti dal doloroso castigo>> (Corano XXII, 25) e <<nel giorno della resurrezione striscianti sulle loro facce, accecati e muti e sordi. Il gahannam sarà loro rifugio... Quello sarà il loro compenso...>> (Corano XVII, 97, 98).

Nell'Induismo il mondo avrà, pure, una fine, infatti <<Al cadere della notte di Brahma il Manifesto, tutte le varietà degli esseri sono annientate>> (Bh. Gita VIII, 18), si ha la grande consumazione di ogni cosa (Mahapralaya) e come afferma la corrente di Krishna: <<Le anime devote a Krishna convergono nel suo Paradiso... luogo della felicità eterna dove si possono soddisfare tutti i desideri>>, senza essere più soggetti al ciclo delle morti e delle rinascite. E' questo un <<mondo eterno al di là della materia... Mondo supremo che non perisce mai... Questo mondo è la Mia Dimora assoluta>> (Bh. Gita VIII, 19-21). Per i peccatori vi saranno diversi tipi di pene, tutte però temporanee, che serviranno a purificarli. Il buddismo assicura che <<Alla fine della fase involutiva ogni cosa e ogni essere vivente sono riassorbiti. Si determina un vuoto di Brahma ove si formano le premesse di una nuova creazione>>. La corrente Mahayana parla di <<Paradisi dei Bodhisattva ove si raccolgono le anime dei loro devoti le quali... possono tendere alla liberazione senza più reincarnarsi>>. In luoghi di pena, di vario tipo, ristagneranno le anime di quelli non più recuperabili. Ma quando verrà la Fine dei Tempi?

Sant’Agostino, a tal proposito, in una sua epistola a Esichio, rispose: <<Tu mi citi l’Evangelo che dice: "Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno lo sa, neppure gli Angeli del cielo" ebbene, se non lo possono sapere gli Angeli del cielo, quanto meno noi! Perciò ti dico che né io né alcun altro potrà mai dirti né il giorno, il mese, e neppure l’anno…>>. E’ contro la volontà di Dio anche voler accelerare questa Fine. Il profeta Isaia (5,19) lanciò contro costoro una terribile naledizione: <<Guai a coloro che dicono: "Si affretti, si acceleri l’opera Sua / affinché possiamo vederla; / si avvicini, si realizzi il progetto del Santo d’Israele / e lo riconosceremo". / Guai a coloro che chiamano il male bene e bene il male / che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre>>.

  

 

Giuseppe Cosco

 

linus.tre@iol.it

 

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